Bouncing che significa, e come si può rimediare

Quando effettuiamo la nostra strategia di Marketing, ci sono diversi fattori che vanno considerati per poter trarre alcune conclusioni sui comportamenti dei clienti presenti e futuri. Una di queste può riguardare il fattore del Bounce, qualcosa che viene spesso ritenuta come una piccola scocciatura al livello che riguarda le campagne pubblicitarie. Ma di cosa si parla esattamente, e come si può prevenire questo problema?

E’ definito Bouncing (Rimbalzo) quando un messaggio viene ricevuto, ma provoca solo una semplice reazione che non si traduce nella totale conversione dell’utente. Una conversione, specialmente considerato un sito di e-commerce, va intesa come visita-registrazione-acquisto. Perciò un utente viene a visitare il sito, si registra, e procede ad acquistare un servizio o un oggetto. Questo attesta che la persona ha effettuato una conversione completa e va curato quindi in maniera differente rispetto agli altri.

Perciò, quando un utente visita il sito e poi non torna più, è riferito come un Bounce. La persona ha effettivamente “rimbalzato” al nostro messaggio e si è allontanata. Ovviamente questo è diverso se lo connettiamo ad un messaggio Mail: infatti in tal caso bisogna determinare se il tipo di Bounce è Hard o Soft.

Un Hard Bounce è un indirizzo di posta che non è più attivo o semplicemente non reagisce più ai nostri messaggi. Come tale ha bisogno d’un trattamento specifico o va sfoltito dai vari indirizzi con il quale comunicare regolarmente.

Un Soft Bounce è quello che viene definito come un indirizzo attivo, il quale non può accettare il messaggio per questioni tecniche, o un utente che reagisce – ma non in una maniera opportuna, arrivando brevemente sul sito e abbandonandolo.

Come si può evitare un Bouncing? Semplicemente, basta aver maggior cura dei propri clienti e delle loro necessità. Controllate sempre se gli indirizzi sono attivi e usate le esperienze passate che avete avuto con un particolare cliente per poter evitare una reazione di questo genere. Tutto ciò è possibile analizzando le abitudini di navigazione e gli acquisti passati, personalizzando perciò le offerte e le varie comunicazioni che è possibile apportare con l’utente.

Oltre tutto, per eliminare ancor di più il problema del Bouncing, è possibile anche tener conto di alcuni aspetti che riguardano la navigazione stessa del sito. Se le pagine caricano lentamente, l’utente “rimbalza” via. Se vi sono troppe pubblicità, allo stesso modo, è possibile che l’utente lascerà andare il sito. Insomma, l’eliminazione del Bouncing ruota tutto attorno alla possibilità di rendere l’esperienza dell’utente migliore e più fluida.

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